Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Rodrigo de Valer Marmolejo (Lebrija, fine XV sec. – Sanlúcar de Barrameda?, ca. 1550) è stato un predicatore laico originario dell'Andalusia occidentale, attivo soprattutto a Siviglia. Il suo è un caso originale di profetismo religioso finito sotto controllo inquisitoriale.
Nacque tra 1495 e 1500 circa. La documentazione notarile lo mostra come proprietario di modesta agiatezza, legato a Lebrija e a Siviglia, inserito in una rete familiare e sociale non priva di contatti con ambienti dei conversos.
Intorno alla metà degli anni venti del Cinquecento Valer attraversò una svolta religiosa radicale: abbandonò obblighi e abitudini precedenti e iniziò a predicare in forma carismatica un ritorno al Nuovo Testamento, denunciando pubblicamente l’ignoranza e la corruzione del clero e rivendicando un’investitura spirituale diretta, intendendo la saggezza come dono dello Spirito, non come frutto dello studio.
La sua predicazione generò scandalo e conflitti, trascinandolo rapidamente davanti ai giudici del Sant’Uffizio. Subì un primo processo inquisitoriale verso il 1538; una seconda e più grave condanna seguì nell’autunno 1541, con pubblica ritrattazione, confisca dei beni e carcere di penitenza. Le autorità sembrarono anche dubitare della sua salute mentale, ma la soluzione adottata fu comunque repressiva e isolante. Sul suo sambenito, secondo la testimonianza di Cipriano de Valera, figurava la formula “apóstata y seudo-apóstol, que dijo que había sido enviado por Dios”, indicativa di come il tribunale preferisse incasellarlo come falso profeta più che come “luterano”.
Dopo la sua seconda condanna, l’Inquisizione colpì l'ambiente sivigliano a lui legato, inclusi il dottor Egidio (Juan Gil) e Francisco de Vargas, figure che, su piani diversi, contribuirono allo sviluppo del circolo cripto-protestante smantellato a Siviglia nel 1557.
Secondo Cipriano de Valera, Rodrigo de Valer morì mentre era incarcerato in un convento di Sanlúcar de Barrameda, dove sarebbe stato trasferito per allontanarlo da Siviglia e impedirgli di provocare ulteriore clamore.
Bibliografia essenziale
- Michel Boeglin, Valer, Camacho y los “cautivos de la Inquisición”: Sevilla 1540-1541, «Cuadernos de Historia Moderna», 32, Madrid 2007, pp. 113-134.
- Juan Gil Fernández, Nuevos documentos sobre Rodrigo de Valer, in Pedro M. Piñero Ramírez (a cura di), Dejar hablar a los textos. Homenaje a Francisco Márquez Villanueva, Universidad de Sevilla, Sevilla 2005, vol. II, pp. 739-774.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]