Pianciani, Giovanni Battista

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Battista Pianciani (Spoleto, 1784 – Roma, 1862) fu un gesuita e scienziato italiano. Formatosi nella Compagnia di Gesù, fu ordinato sacerdote e intraprese una carriera accademica che lo portò a ricoprire la cattedra di fisico-chimica al Collegio Romano, dove rimase per decenni come una delle figure di spicco del programma culturale della Scuola romana: la riconciliazione tra scoperte scientifiche e dottrina cattolica in funzione anti-materialista e anti-illuminista. La sua rilevanza per la storia delle eterodossie ottocentesche risiede nel ruolo di perito svolto presso il Sant'Uffizio e la Congregazione dell'Indice in materia di magnetismo animale e spiritismo, nonché nella posizione teologica originale che elaborò in tale contesto.

Il contesto: il Sant'Uffizio e il magnetismo animale

A partire dal 1838, il Sant'Uffizio aveva avviato un esame sistematico del magnetismo animale, fenomeno in rapida diffusione in Europa che poneva sfide tanto pastorali quanto dottrinali alla Chiesa cattolica. I decreti del 1838–1841, pur stabilendo un quadro regolatorio di massima, lasciavano irrisolta la questione fondamentale: quale fosse la natura dei fenomeni somnambulici e in che misura essi interferissero con categorie teologiche tradizionali quali il miracolo, la profezia e la possessione diabolica. La lettera inviata a Gregorio XVI nel maggio 1841 dal magnetizzatore e medico francese Guillaume Pascal Billot, che chiedeva l'approvazione pontificia per il suo volume Recherches psychologiques sur la cause des phénomènes extraordinaires observés chez les modernes voyans, improprement dits somnanbules magnétiques (1839), in cui esponeva una versione cattolica e spiritista del magnetismo, riaccese il dibattito interno alla Curia e spinse il commissario generale del Sant'Uffizio Maurizio Benedetto Olivieri a commissionare due perizie esterne: una al medico Onofrio Concioli (1778–1851), l'altra a Pianciani.

Il rapporto per il Sant'Uffizio (1842)

Il voto redatto da Pianciani nel 1842 si distingue nettamente dall'approccio puramente medico adottato da Concioli. Il Gesuita inquadrò l'esame dei fenomeni magnetici nel contesto degli antichi dibattiti sull'efficacia della vis imaginativa — l'azione dell'immaginazione sul corpo del soggetto immaginante o di terzi — e concluse che «la forza magnetica è ciò che un tempo si chiamava immaginazione operante al di fuori del proprio corpo». La sua preoccupazione principale era tuttavia teologica: tracciare un confine netto tra i fenomeni magnetici e i miracoli e le profezie dei santi, impedendo che i primi potessero essere usati per naturalizzare i secondi. Le guarigioni magnetiche differivano da quelle miracolose per l'assenza di immediatezza e irreversibilità; la precognizione dei sonnambuli si distingueva da quella dei profeti perché derivava da un potenziamento delle facoltà naturali, non dalla grazia divina.

Intorno a questa distinzione difensiva, tuttavia, Pianciani elaborò una posizione apologetica originale. Il magnetismo era una pratica «matura e diffusa» che aveva resistito sia alle condanne dell'Accademia delle Scienze di Parigi sia al «materialismo filosofista dell'epoca»: se né la scienza né la religione erano riuscite a screditarlo, forse i fenomeni osservati da Puységur e Deleuze potevano invece essere impiegati per dimostrare la spiritualità e l'immortalità dell'anima, nonché la realtà della possessione diabolica, rafforzando così capisaldi della dottrina cattolica. Pianciani consigliava inoltre cautela nell'attribuire i fenomeni straordinari all'intervento del demonio, avvertendo che tali attribuzioni potevano essere smentite da scoperte scientifiche successive, come era già avvenuto con pronunciamenti ecclesiastici poi rovesciati dalla fisica e dall'astronomia: «Il tempo delle scoperte non è finito: questo si può tener per certo».

La posizione di Pianciani appare influenzata dalla sua frequentazione delle opere di Francesco Orioli (1783–1856), scienziato esiliato a Corfù, con il quale intrattenne una corrispondenza documentata dal 1822 al 1845. Le lettere conservate all'Archivio della Pontificia Università Gregoriana e alla Biblioteca Vallicelliana attestano un dialogo intenso e non privo di tensioni sulle implicazioni teologiche ed empiriche del mesmerismo.

La Congregazione dell'Indice e gli articoli sulla Civiltà Cattolica (1851–52)

Nel corso del decennio successivo la posizione di Pianciani si consolidò in senso più restrittivo, in parallelo con la crescente preoccupazione romana per la deriva spiritista e occultista del magnetismo francese. Nell'aprile 1851 redasse per la Congregazione dell'Indice un rapporto sui volumi di Louis-Alphonse Cahagnet — Arcanes de la vie future dévoilés (1848) e Guide du magnétiseur (1849) — concludendo senza ambiguità che «l'intera dottrina di Cahagnet è del tutto riprovevole, come pure queste opere che la professano apertamente»: si trattava di un sistema fondato sulla negromanzia, ossia sull'evocazione delle anime dei defunti. Il decreto di condanna fu promulgato dalla Congregazione il 6 giugno 1851.

Tra il 1851 e il 1852 Pianciani pubblicò sulla Civiltà Cattolica una serie di articoli — in forma anonima, secondo la prassi della rivista — nei quali sistematizzò la sua teologia del magnetismo. Distingueva il «somnambulismo mistico», fondato sulla pretesa di comunicare con spiriti e angeli tramite tecniche materiali, dal somnambulismo patologico, riconducibile a un'alterazione delle facoltà naturali. Il primo era una «teurgia detestabile», una tecnologia spirituale che bypassava la mediazione sacerdotale; il secondo poteva al più dar luogo a una «profezia naturale» limitata agli eventi di causa determinata, senza alcuna capacità di penetrare i «futuri contingenti» riservati ai veri profeti. L'ultimo articolo della serie, dedicato al «somnambulismo negromantico», esaminava il sistema di Cahagnet e il suo debito con Swedenborg, che Pianciani giudicava un malato di mente la cui «mente fisicamente sconvolta», aggravata dall'educazione protestante, spiegava il miscuglio di «follia, eresia e superstizione» nelle sue opere.

Le tavole giranti e gli esperimenti al Collegio Romano (1853)

Il 1853 segnò un momento di svolta nel dibattito romano sul magnetismo animale, con la rapida diffusione in Europa del fenomeno delle tavole giranti, importato dagli Stati Uniti e presto divenuto oggetto di curiosità e allarme in ambienti ecclesiastici e laici. Pianciani intervenne attivamente su questo fronte, conducendo esperimenti propri — quasi certamente in collaborazione con il confratello gesuita Pietro Tessieri, archeologo e numismatico — e pubblicando i risultati sulla Civiltà Cattolica il 30 maggio 1853, in un articolo intitolato «Delle tavole rotanti». Il testo descriveva una serie di prove nelle quali veniva modificata sistematicamente la configurazione delle tavole — interponendo dischi metallici o di vetro, variando il peso degli oggetti, immergendo le dita dei partecipanti in acqua — al fine di isolare la causa del movimento. Scartate tanto la causazione soprannaturale quanto l'elettricità animale, Pianciani concluse che il movimento delle tavole era prodotto da movimenti muscolari involontari generati dalla pressione delle mani dei partecipanti, amplificati dall'anticipazione psicologica del fenomeno atteso.

Questi esperimenti vanno situati nel contesto della costruzione del nuovo osservatorio astronomico del Collegio Romano, completato nell'ottobre 1853 sotto la direzione del gesuita Angelo Secchi — figura sulla quale Pianciani esercitò un'influenza duratura, al punto da diventarne il biografo. L'osservatorio ospitava la prima stazione geomagnetica permanente d'Italia, dotata di strumenti per misurare le variazioni del campo magnetico terrestre; è plausibile che la configurazione del magnetometro — base fissa e cerchio rotante — abbia offerto a Pianciani un modello concettuale per l'analisi della dinamica delle tavole. L'approccio sperimentale e naturalistico di questi interventi è coerente con la posizione espressa nel voto del 1842: anche di fronte al nuovo fenomeno, Pianciani privilegiò la spiegazione razionale rispetto all'attribuzione diabolica, mantenendo la sua caratteristica diffidenza verso interpretazioni precipitose.

Posizione teologica e significato storico

Nel panorama del dibattito cattolico sul magnetismo animale, Pianciani occupa una posizione di difficile classificazione. Non appartiene né alla corrente demonologista intransigente — rappresentata in Italia da autori come Agostino Peruzzi, Giovanni Caroli e Antonio Monticelli — né a quella degli apologeti del magnetismo cristiano, come Taddeo Consoni e Enrico Dal Pozzo. La sua è una terza via: una teologia del magnetismo che ne riconosce la realtà fenomenica e ne sfrutta il potenziale apologetico contro il materialismo, pur costruendo con cura i confini che separano i fenomeni naturali dall'ordine soprannaturale. Questa coerenza di fondo si manifesta anche nel suo approccio alle tavole giranti: di fronte al nuovo fenomeno, Pianciani privilegiò la spiegazione razionale e sperimentale rispetto all'attribuzione diabolica, mantenendo la sua caratteristica diffidenza verso interpretazioni precipitose. La posizione complessiva, intellettualmente sofisticata ma di difficile applicazione pastorale, non riuscì a imporsi nel dibattito romano: la prospettiva demonologica, più semplice e polemicamente efficace, finì per prevalere nella seconda metà degli anni Cinquanta, trovando espressione nel votum di Giovanni Perrone per il Concilio Vaticano I e negli articoli della Civiltà Cattolica.

Fonti e bibliografia

Fonti archivistiche

  • Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ADDF), Sant'Uffizio, Rerum variarum; Congregazione dell'Indice, 1849–1857, n° 606 (rapporto su Cahagnet, aprile 1851).
  • Archivio della Pontificia Università Gregoriana (APUG), 574, vol. 2, ff. 466–473 (corrispondenza con Francesco Orioli, 1822–1846).
  • Biblioteca Vallicelliana, Roma, Ms. Z. 80, II, 112 (lettere a Francesco Orioli, 1843–1845).

Opere a stampa

  • [Pianciani, Giovanni Battista], «Sonnambolismo mistico», La Civiltà Cattolica 8 (1852), pp. 397–413.
  • [Pianciani, Giovanni Battista[, «Del sonnambolismo negromantico», La Civiltà Cattolica 9 (1852), pp. 45–67.

Fonti accademiche

  • David Armando, «Spiriti e fluidi. Medicina e religione nei documenti del Sant'Uffizio sul magnetismo animale (1840–1856)», in Médecine et religion : compétitions, collaborations, conflits (XIIe - XXe siècles), a cura di Maria Pia Donato et al., Roma, École française de Rome 2013, pp. 195–225.
  • David Armando, «The 19th-Century Debate on Animal Magnetism Viewed from Rome», Laboratorio dell'ISPF 19/11 (2022).
  • Francesco Baroni, «Magic Revived: Theological Controversies Surrounding Animal Magnetism in Italy (1838–1858)», in Esoteric Catholicism / Esoterischer Katholizismus, a cura di Viktoria Vitanova-Kerber and Helmut Zander, Berlin, Boston, De Gruyter Oldenbourg 2025, pp. 243–276.
  • Roberto Mantovani, «Pianciani, Giambattista», in Dizionario biografico degli italiani, vol. 83, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana 2015, pp. 44–47.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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