Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Leopold von Ranke (Wiehe, 21 dicembre 1795 – Berlino, 23 maggio 1886) è stato uno storico tedesco, considerato tra i fondatori della storiografia moderna per il suo metodo basato sul primato delle fonti e sull’aspirazione a ricostruire i fatti “come realmente accaddero”.
Cenni biografici
Cresciuto in una famiglia di pastori luterani, studiò teologia e filosofia a Lipsia, orientandosi ben presto verso la filologia classica e la ricerca storica. Nel 1825 ottenne la cattedra di storia all’Università di Berlino, dove svolse la maggior parte della sua attività accademica, contribuendo a dare forma a un vero e proprio modello metodologico per la disciplina.
Il nucleo del suo pensiero storiografico risiedeva nell’idea che la storia dovesse fondarsi sull’analisi critica delle fonti originali e non sulla speculazione filosofica o sulla costruzione di sistemi. Celebre divenne il motto «wie es eigentlich gewesen» (“come è realmente accaduto”), che sintetizzava la sua aspirazione a restituire la realtà storica nella sua concretezza e complessità, senza schematismi ideologici. La sua pratica di lavoro, centrata sulla frequentazione di archivi e sulla comparazione di documenti, aprì la strada al cosiddetto “metodo storico-critico” che avrebbe segnato tutta la storiografia europea.
Ranke viaggiò molto per condurre ricerche: particolarmente importanti furono i suoi soggiorni in Italia, durante i quali studiò a fondo gli archivi di Venezia, Firenze e Roma. Da questi lavori nacquero alcune delle sue opere più influenti, in particolare la Storia dei papi nei secoli XVI e XVII (Die römischen Päpste, ihre Kirche und ihr Staat im sechzehnten und siebzehnten Jahrhundert, 1834-1836), che ebbe enorme risonanza internazionale, contribuendo a rinnovare la percezione della Chiesa cattolica e del papato nella prima età moderna.
La sua produzione, vastissima, spaziò dalla storia delle potenze europee del XVI e XVII secolo (con le Storie dei popoli romanici e germanici, 1824) alla grande sintesi della Storia universale (Weltgeschichte), alla quale lavorò fino alla morte e che rimase incompiuta. Pubblicò anche numerosi saggi e raccolte di fonti, contribuendo a creare una solida tradizione editoriale di studi storici.
La sua autorità scientifica fu riconosciuta non solo in Germania ma anche all’estero: fu consigliere del re di Prussia, membro di prestigiose accademie e socio straniero dell’Accademia dei Lincei. Nel 1882, già molto anziano, fu nominato storiografo reale di Prussia, incarico che coronò una carriera longeva e influente.
Ranke morì a Berlino nel 1886, all’età di novant’anni. La sua eredità storiografica è duplice: da un lato, l’introduzione di un metodo basato sul primato delle fonti e sulla critica documentaria; dall’altro, la costruzione di grandi affreschi narrativi, capaci di unire rigore e chiarezza espositiva. La sua opera segnò profondamente lo sviluppo della disciplina storica, ponendo le basi di quella che, per tutto l’Ottocento, fu definita la “scuola storica tedesca”.
Testi on line
Die römischen Päpste, ihre Kirche und ihr Staat im sechszehnten und siebzehnten Jahrhundert, Duncker & Humblot, Berlin 18382
History of the popes, their church and state, Colonial Press, New York 1901
Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013-2025
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]