Manrique de Lara, Jerónimo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Jerónimo Manrique de Lara (Córdoba, seconda metà del XVI secolo – Madrid, 1° settembre 1595) fu vescovo e inquisitore generale. Figlio illegittimo dell’arcivescovo di Siviglia Alonso Manrique de Lara, ottenne la dispensa pontificia necessaria per accedere agli ordini superiori. Studiò diritto canonico all’Università di Alcalá de Henares, dove entrò nel Colegio Mayor de San Ildefonso nel 1560.

Avviata una lunga carriera nella Santa Inquisizione, fu inquisitore nei tribunali di Murcia, Valencia, Barcellona e Toledo, e dal 1571 al 1575 Inquisitore del mare, partecipando come vicario generale inquisitoriale dell’armata di don Giovanni d’Austria alla battaglia di Lepanto. Nel 1575 divenne consigliere della Suprema.

Nel 1583 fu nominato vescovo di Cartagena. Nel 1591 fu trasferito alla diocesi di Ávila, che resse fino alla morte.

Alla fine del 1594 papa Clemente VIII lo nominò inquisitore generale ad interim. Morì a Madrid il 1° settembre 1595.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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