Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Isabella Priorati, o Priorata (luogo di nascita incerto, 1543/1545 circa – Roma, 30 gennaio 1618), moglie del benefattore Giacomo Mareri, è stata una nobildonna molto legata a Filippo Neri e in rapporti stretti conl’Oratorio, frequentato devotamente dal 1575. Al processo di canonizzazione ha dichiarato di essere stata miracolosamente guarita dal Neri, contribuendo alla costruzione dell’immagine agiografica del Santo.
La nascita di Isabella Priorati, nobildonna vicentina, va collocata tra il 1543 e il 1545. Il consorte Giacomo Mareri proveniva da una famiglia che vantava nobili origini e possedeva diverse proprietà nell’isola di Pizzomerio, nelle adiacenze della Chiesa Nuova, dove la coppia aveva stabilito la propria residenza. I legami dei Mareri con l’Oratorio di Filippo Neri erano di vecchia data e Isabella ebbe modo di ricordare al processo di canonizzazione che la conoscenza diretta del Padre risaliva al 1577, da cui si era confessata qualche volta a San Girolamo della Carità1. Isabella Priorati divenne presto penitente di padre Angelo Velli, austero esponente della prima generazione oratoriana, che aveva costruito un solido legame con la famiglia Mareri. È in tale contesto che il padre filippino prese a cuore la richiesta avanzata già nel 1591 da Giacomo Mareri, che necessitava di un sacello alla Chiesa Nuova per la sepoltura della famiglia. Velli pensò bene di rivolgersi direttamente al nobile parmense Pietro Vittrice, noto per essere stato maggiordomo e guardaroba di Gregorio XIII, a cui chiese di condividere con i coniugi Mareri il giuspatronato della cappella della Pietà, per la quale il funzionario pontificio aveva cominciato a versare i suoi pagamenti dal 15762. Giacomo Mareri decise di consolidare la sua richiesta legando alla Congregazione un censo di mille scudi nella comunità di Vallinfreda, pari a quello già concordato dal Vittrice per il patronato della cappella3.
Isabella Priorati fu chiamata come teste al processo il 21 ottobre 1595 e nei verbali compare come donna di circa cinquant’anni4. A quel tempo suo marito risultava già defunto. La nobildonna vicentina fornì un significativo contributo alla definizione dell’immagine agiografica del Padre, rievocando le frequenti estasi di Filippo Neri, di cui fu testimone oculare: «et ho visto, quando diceva la Messa, che era pieno di spirito, et tremava; et, quando communicava, faceva il medesimo tremore et più»5. Durante la sua comparizione vengono ricordati altri episodi prodigiosi della biografia filippina: un giorno il Padre aveva avvertito distintamente la presenza del demonio che si era impadronito di Lucrezia Cotta, figlia di Bernardino6; inoltre, ragionando con la nobildonna Adriana di Montevecchio, moglie del conte Prospero della Genga, Neri aveva replicato ad alcune sue osservazioni sostenendo di aver «fatto un patto con la Madonna, di non morire sino che non era coperta la chiesa» della Vallicella7. Appena un mese prima della deposizione, prostrata da «una febricciola» e da «un dolore grande della testa», Isabella Priorati si convinse di essere stata guarita dalle reliquie miracolose di san Filippo: «Et mi dormentai et sudai et, la matina, venendo il medico, mi trovò netta di febre et di dolore di testa»8.
Isabella Priorati morì a Roma il 30 gennaio 1618, intorno ai 75 anni di età, sopravvivendo al marito per oltre vent’anni9. Il suo corpo fu sepolto alla Chiesa Nuova nella cappella della Pietà, che inizialmente – come si è detto – era stata posta sotto il giuspatronato dei Vittrice, trasferito per testamento dal titolare Pietro, grande amico di Filippo Neri, al nipote Girolamo. Ma a seguito di una lunga vertenza con l’erede, giudicato poco affidabile circa gli accordi concernenti la decorazione della cappella, i padri della Vallicella riuscirono a farlo decadere dai suoi diritti, lasciandogli soltanto quello di sepoltura. Fu così che Isabella Priorati e la sua famiglia subentrarono ai decaduti Vittrice nel giuspatronato della cappella della Pietà, forse già a partire dal 161110.
Fonti
- Aringhi = [Paolo Aringhietalii], Le vite, e detti de padri, e fratelli della Congregazione dell’Oratorio da s. Filippo Neri fondata nella Chiesa di S. Maria in Vallicella raccolti da Paolo Aringhi Prete della dettaCongregationee da Altri, 2 v. , edito e annotato da Maria Teresa Bonadonna Russo, con la collaborazione di Renato De Caprio, Edizioni Oratoriane, Roma 2018-2020 (i due volumi corrispondono alla prima delle tre parti dell’opera, che si conserva autografa nella Biblioteca Vallicelliana di Roma, mss. O 58, O 59, O 60).
- Gallonio = Antonio Gallonio, Vita di San Filippo Neri, pubblicata per la prima volta nel 1601. Edizione critica a cura dell’Oratorio Secolare di S. Filippo Neri di Roma, a celebrazione delIVcentenario della morte del Santo, con introduzione e note di Maria Teresa Bonadonna Russo, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Roma 1995.
- Processo = Il primo processo per san Filippo Neri nel codice vaticano latino 3798 e in altri esemplari dell’Archivio dell’Oratorio di Roma, edito e annotato da Giovanni Incisa della Rocchetta e Nello Vian, con la collaborazione di Carlo Gasbarri, 4 v. , Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano 1957-1963 [I: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1595, 1957; II: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1596-1609, 1958; III: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1610. Testimonianze «extra urbem/»: 1595-1599, 1960; IV: Regesti del secondo e terzo processo. Testimonianze varie. Aggiunte e correzioni alle note dei volumi I-III. Indice generale, 1963].
Bibliografia
- Edoardo Aldo Cerrato, Il voltodell’Oratorio nel «De origine Oratorii» di Cesare Baronio, in Società, cultura e vita religiosa in età moderna. Studi in onore di Romeo De Maio, a cura di Luigi Gulia, Ingo Herklotz, Stefano Zen, Centro di Studi Sorani «Vincenzo Patriarca», Sora 2009, pp. 61-83 (l’opuscolo di De origine Oratorii di Cesare Baronio, composto intorno al 1580, si trova alle pp. 78-83).
- Antonio Cistellini, San Filippo Neri. L’Oratorio e la Congregazione oratoriana. Storia e spiritualità, prefazione di Carlo Maria Martini, 3 v. , Morcelliana, Brescia 1989.
- Louis Ponnelle, Louis Bordet, Saint Philippe Néri et la société romaine de son temps (1515-1595), III éd. , Librairie Bloud & Gay, Paris 1929 (I ed. : ivi, 1928) [ed. it. : Luigi Ponnelle, Luigi Bordet, San Filippo Neri e la società romana del suo tempo (1515-1595), trad. it. di Tito Casini, prefazione di Giovanni Papini, Libreria editrice fiorentina, Firenze 1986 (ripr. anastatica con appendice dell’ed. 1931)].
- Stefano Zen, Oratori devoti, combattenti spirituali, soldati di Cristo. Percorsi della perfezione cristiana in Italia nella prima età moderna, Loffredo, Napoli 2012, pp. 15-45 (cap. I, «L’Oratorio di Filippo Neri e la ‘perfezione’ della Chiesa primitiva»).
- Stefano Zen, Filippo Neri e le «historieecclesiastiche» di Baronio, in Filippo Neri. Un santo dell’età moderna nel V centenario della nascita (1515-2015). Atti del Convegno di studi, Roma, Biblioteca Vallicelliana, 16-17 settembre 2015, a cura di Paola Paesano, Biblioteca Vallicelliana-Pliniana, Roma 2018, pp. 221-254.
- Stefano Zen, Caravaggio alla Chiesa Nuova, laDeposizione di Cristoe il cardinale Baronio, in “Annali”, Storia Arte Cultura, 2024. 2, a cura di Luigi Gulia (in stampa).
- Alessandro Zuccari, La cappella della Pietà alla Chiesa Nuova e i committenti del Caravaggio, in Idem, Caravaggio controluce. Ideali e capolavori, prefazione di Maurizio Calvesi, Skira, Ginevra-Milano 2011, pp. 85-89 [già in “Storia dell’arte”, 47-49, 1983, pp. 53-56].
Voci correlate
- Congregazione dell’Oratorio
- Antonio Gallonio
- Gregorio XIII
- Federico Mareri
- Giacomo Mareri
- Filippo Neri
- San Girolamo della Carità, chiesa di
- Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)
- Angelo Velli
- Pietro Vittrice
Nota bene
Questa voce fa parte della sezione trasversale Oratorio e Congregazione oratoriana: storia, spiritualità, politica culturale, dedicata all’Oratorio sorto per iniziativa di Filippo Neri, che da libero sodalizio conobbe nell’arco di un quarto di secolo una sua graduale evoluzione fino alla sua istituzionalizzazione nel 1575 (quando papa Gregorio XIII decise per decreto di costituire la Congregazione oratoriana), con l’obiettivo di costruire un repertorio di voci inerente non soltanto ai padri e ai fratelli laici che entrarono stabilmente nell’Oratorio filippino, ma allargato significativamente alle opere prodotte e diffuse dall’operoso laboratorio oratoriano, ai luoghi della Congregazione, alle personalità più o meno note che si riconobbero nella sua politica culturale, partecipando attivamente alle varie iniziative promosse e in particolare agli esercizi spirituali, considerati il nucleo pulsante del programma filippino.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]