Henningsen, Gustav

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS


rfol_a_2292429_f0001_c.jpg

Gustav Henningsen (Slagelse, 1934 – Lyngby, 2023) è stato uno storico e folklorista danese, tra le figure più originali negli studi sulla stregoneria e sull’Inquisizione spagnola.

Nato a Slagelse in una famiglia di tradizione luterana, Gustav Henningsen trovò quasi per caso la chiave che avrebbe orientato il resto della sua vita. L’incontro, nel 1957, con Marisa Rey, giovane spagnola che lavorava come au pair in Danimarca, fu decisivo non solo sul piano umano, ma anche su quello intellettuale. La coppia costruì negli anni una collaborazione simbiotica: Marisa apprese il danese, Gustav lo spagnolo, e i due alimentarono un dialogo costante sulla cultura popolare, sulle narrazioni, sulle credenze magiche e sull’uso delle fonti storiche.

La carriera di Henningsen, ricercatore e archivista presso il Dansk Folkemindesamling, iniziò nel campo del folklore danese, con indagini sul terreno che misero in luce la sopravvivenza di credenze magiche e racconti sui guaritori locali. Quest’esperienza lo rese molto sensibile alla materialità della testimonianza orale e ai limiti delle fonti folcloriche raccolte in contesti troppo formalizzati. In questi anni lavorò al Danish Folklore Archive (DAFOS), dove sviluppò una competenza archivistica che avrebbe impiegato con sorprendente efficacia negli archivi spagnoli.

Il punto di svolta avvenne quando, confrontando credenze scandinave e spagnole, Henningsen intuì che il modo più efficace per studiare la storia della stregoneria fosse quello di ricorrere alla documentazione inquisitoriale. Si trasferì periodicamente in Spagna, dove frequentò assiduamente l’Archivo Histórico Nacional, suscitando stupore per la sua insistenza nel consultare inventari, registri topografici e materiali che raramente venivano messi a disposizione dei ricercatori stranieri. Da qui il soprannome, affettuoso e un po’ temuto, di “el danés peligroso”.

Parallelamente, si avvicinò all’universo magico della Galizia, regione che visitò per anni insieme a Marisa, raccogliendo testimonianze, fiabe, formule rituali e comportamenti legati all’immaginario soprannaturale. A quell’epoca, la Galizia rurale conservava ancora frammenti di un mondo che stava rapidamente scomparendo: Henningsen lo registrò con grande attenzione, curioso di ogni sfumatura linguistica e culturale.

Uno dei contributi più innovativi di Henningsen fu la sistematica schedatura delle relaciones de causas, gli antichi riepiloghi dei processi inquisitoriali inviati dai tribunali di distretto alla Suprema. Intuì che questo materiale, finora trascurato, permetteva un’analisi quantitativa della distribuzione geografica e cronologica dei reati, in particolare di quelli legati alla magia e alla stregoneria. Questa operazione, che svolse in collaborazione con altri studiosi come Jaime Contreras, contribuì a trasformare la ricerca inquisitoriale da campo descrittivo e aneddotico a un ambito strutturale e comparativo, ponendo le basi per gli sviluppi successivi della storiografia.

La consacrazione internazionale arrivò con The Witches’ Advocate (1980), dedicato al celebre episodio della persecuzione delle streghe nei Paesi Baschi (1609-1614) e alla figura dell’inquisitore Alonso de Salazar Frías. In questo studio Henningsen mostrò come l’Inquisizione spagnola, contrariamente ai pregiudizi sedimentati nella memoria culturale europea, fosse in molti casi un fattore di razionalizzazione, non un motore della caccia alle streghe. Salazar, incaricato di verificare la fondatezza delle accuse di stregoneria emerse dopo le grandi confessioni collettive, smascherò l’inconsistenza delle prove, l’affidabilità limitata delle confessioni ottenute sotto tortura e l’esistenza di un forte contagio immaginativo. Il suo rapporto del 1613-1614 condusse di fatto alla fine delle persecuzioni basche. Henningsen ricostruì questa vicenda con una combinazione unica di analisi archivistica, storica e antropologica, aprendo un nuovo capitolo della storia della stregoneria europea.

Accanto alla grande stagione basca, Henningsen si dedicò a fenomeni più sfuggenti: le donne di fora siciliane, figure ambigue a metà tra fate e guaritrici, i guaritori contemporanei, i racconti “friend-of-a-friend” sulle esperienze paranormali. Qui emerge la sua attenzione al modo in cui il linguaggio costruisce o dissolve categorie come “strega”, “fata”, “guaritore”, mostrando come spesso le istituzioni giudiziarie traducano realtà etnografiche complesse in etichette giuridiche più rigide.

Henningsen era noto per la sua energia intellettuale, l’entusiasmo contagioso e la capacità di instaurare rapporti di amicizia con colleghi, archivisti e studenti. Pur essendo luterano, mantenne rapporti stretti con studiosi e istituzioni cattoliche, tanto che papa Giovanni Paolo II inviò una benedizione personale alla sua famiglia: un gesto che sintetizza l’unicità del suo ruolo, capace di navigare tra mondi culturali spesso impermeabili. Il suo lavoro, caratterizzato da lentezza metodica e rifiuto della produzione rapida, ha lasciato un corpus di ricerche compatto e fondamentale: un modello di rigore, interdisciplinarità e curiosità.

Opere principali

  • The Witches’ Advocate. Basque Witchcraft and the Spanish Inquisition (1609–1614), University of Nevada Press, Reno 1980.
  • (a cura di, con John Tedeschi e Charles Amiel) The Inquisition in early modern Europe. Studies on sources and methods, Northern Illinois University Press, Dekalb, Illinois, 1986.
  • (a cura di, con Bengt Ankarloo) Early Modern European Witchcraft: Centres and Peripheries, Clarendon Press, Oxford 1990.
  • The Database of the Spanish Inquisition. The “relaciones de causas”-project revisited, in Heinz Monhaupt, Dieter Simon (a cura di), Vorträge zur Justizforschung. Geschichte und Theorie, t. II, Vittorio Klostermann, Frankfurt a.M. 1993, pp. 43-85.
  • The Salazar Documents: Inquisitor Alonso de Salazar Frías and Others on the Basque Witch Persecution, Brill, Leiden–Boston 2004.

Approfondimenti on line

Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2025

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

thumbnail?id=1_usu8DkYtjVJReospyXXSN9GsF3XV_bi&sz=w1000
The content of this website is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) License