Rampa, Giacomina

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444


Giacomina Rampa, detta "Livignasca", è stata una donna processata e condannata a morte per stregoneria a Poschiavo nel 1672.

Sposata in terze nozze con Giacomo Rampa di Livigno, aveva 60 anni al momento della sua incriminazione.
Accusata di aver maleficiato persone e animali, dapprima negò, ammettendo solo di saper curare le vacche ammalate. Sottoposta a tortura, confessò di essere una strega, di aver partecipato al sabba e di aver maleficiato persone, animali, attrezzi e di lavoro e provocato catastrofi naturali.
Fu condannata a morte e giustiziata tramite decapitazione, con conseguente rogo del cadavere.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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