Mareri, Federico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Federico Mareri (Roma, nato intorno al 1579 – Roma, † data ignota), figlio del facoltoso benefattore Giacomo e della nobildonna Isabella Priorati, è stato educato nel mito di Filippo Neri e dell’Oratorio. Penitente di Angelo Velli, che subentrò a Cesare Baronio nel governo della Congregazione, depose al processo di canonizzazione del Padre, contribuendo con la sua testimonianza a consolidare l’immagine agiografica del Santo.

Biografia

Federico Mareri era nato a Roma intorno al 1579 da Giacomo, la cui famiglia vantava nobili origini, e Isabella Priorati, nobildonna vicentina. La coppia aveva eletto dimora nelle vicinanze della chiesa di Santa Maria in Vallicella, dove si trovava la residenza storica dei Mareri, che in quella zona erano proprietari di diverse case. La loro devozione a Filippo Neri poteva dirsi autentica e di antica data e dunque non deve meravigliare se Federico visse fin da piccolo nel mito del Padre e di San Girolamo della Carità, partecipando assiduamente agli esercizi spirituali dell’Oratorio e frequentando molti dei padri della prima generazione filippina: «Sonno da sette o vero otto anni, che io ho conosciuto il p. m.s Filippo, et, odendo la fama della sua santità et bona vita, spesse volte li basciava le mani; et ho cognosciuta, poi, la sua santità, humiltà et charità et bone opere. Et haveva una attrativa, che, tutti quelli che vi andavano, desideravano tornarci spesso, et se ne tornavano consolati. Et, quando erano tentati, se ne andavano dal p. Filippo et se ne tornavano, come ho detto, consolati»1.

Nei verbali del processo di canonizzazione, Federico Mareri viene presentato come «romanus, clericus in minoribus constitutus, aetatis annorum sexdecim in circa», e dunque all’atto della deposizione non aveva ancora compiuto diciotto anni2.

Fu penitente di Angelo Velli, già direttore spirituale di sua madre, «dal quale mi confesso tre volte la settimana et mi communico le feste principali, che l’ultima volta è stata il dì della Madonna di settembre»3.

Per il rampollo della famiglia Mareri, chiamato a testimoniare sugli eventi “miracolosi” attribuiti al Neri e le sue frequenti estasi, padre Filippo va considerato un «homo santo, per haverlo visto, più volte, alla Messa, alzarse et stare astratto; et per havere udito, che una volta stette, col Santissimo Sacramento, più de una mezza hora alzato; et che havesse il spirito di profetia»4.

In questa occasione ebbe modo di ricordare i dettagli della miracolosa guarigione della madre Isabella, costretta giorni prima a letto dalla febbre e da un forte dolore di testa, delineando in tal modo un quadro dagli evidenti contorni agiografici: «Doppo la morte del detto p. m.s Filippo, la s.ra mia madre, circa dieci giorni sonno, stando con febre grande in letto, et non poteva dormire né riposarsi; et io li diedi alcune cose del p. m.s Filippo: capelli et parte della veste del p. Filippo, dicendo che se raccomandasse al detto padre; et lei lo fece et cominciò, da lì a poco, a riposare et a sudare, et, la mattina, il medico la trovò netta di febre, et hora sta bene»5.

Quando il mese seguente fu chiamata a deporre anche sua madre, Giacomo Mareri era già defunto e in questa circostanza fu nuovamente ricordata la persistente «febricciola» che l’aveva colpita «al principio di settembre», da cui Isabella Priorati si ritenne risanata grazie agli effetti miracolosi che avevano avuto sul suo corpo le reliquie di san Filippo, custodite gelosamente dal figlio6.

La nobildonna vicentina sopravvisse al marito oltre vent’anni e dopo la sua morte, avvenuta il 30 gennaio 1618, fu sepolta nella cappella della Pietà alla Chiesa Nuova, già sotto il giuspatronato di Pietro Vittrice e poi del nipote Girolamo, ma in seguito ceduta ai Mareri Priorati in accoglimento di una richiesta avanzata molti anni prima, intorno al 1591, dal padre di Federico7.

Fonti

  • Aringhi =[Paolo Aringhietalii], Le vite, e detti de padri, e fratelli della Congregazione dell’Oratorio da s. Filippo Neri fondata nella Chiesa di S. Maria in Vallicella raccolti da Paolo Aringhi Prete della dettaCongregationee da Altri, 2v. , edito e annotato da Maria Teresa Bonadonna Russo, con la collaborazione di Renato De Caprio, Edizioni Oratoriane, Roma 2018-2020(i due volumi corrispondono alla prima delle tre parti dell’opera, che si conserva autografa nella Biblioteca Vallicelliana di Roma, mss. O 58, O 59, O 60).
  • Baronio=Cesare Baronio, De origine Oratorii, in Edoardo Aldo Cerrato, Il volto dell’Oratorio nel «De origine Oratorii» di Cesare Baronio, inSocietà, cultura e vita religiosa in età moderna. Studi in onore di Romeo De Maio, a cura di Luigi Gulia, Ingo Herklotz, Stefano Zen, Centro di Studi Sorani «Vincenzo Patriarca», Sora 2009, pp. 61-83: 78-83 (opuscolo composto intorno al 1580; la versione di Cerrato riprende il testo edito da Antonio Cistellini, Alle origini dell’Oratorio filippino, in “Memorie oratoriane”, 17, 1995, pp. 110-115).
  • Gallonio=Antonio Gallonio, Vita di San Filippo Neri, pubblicata per la prima volta nel 1601. Edizione critica a cura dell’Oratorio Secolare di S. Filippo Neri di Roma, a celebrazione delIVcentenario della morte del Santo, con introduzione e note di Maria Teresa Bonadonna Russo, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Roma1995.
  • Processo=Il primo processo per san Filippo Neri nel codice vaticano latino 3798 e in altri esemplari dell’Archivio dell’Oratorio di Roma, edito e annotato da Giovanni Incisa della Rocchetta e Nello Vian, con la collaborazione di Carlo Gasbarri, 4 v. , Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano 1957-1963 [I: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1595, 1957; II: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1596-1609, 1958; III: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1610. Testimonianze «extra urbem»: 1595-1599, 1960; IV: Regesti del secondo e terzo processo. Testimonianze varie. Aggiunte e correzioni alle note dei volumi I-III. Indice generale, 1963].
  • Valier=Agostino Valier, Il dialogo della gioia cristiana, testo latino, traduzione italiana e introduzione a cura di Antonio Cistellini, prefazione di Nello Vian, Editrice La Scuola, Brescia 1975.

Bibliografia

  • Antonio Cistellini, San Filippo Neri. L’Oratorio e la Congregazione oratoriana. Storia e spiritualità, prefazione di Carlo Maria Martini, 3 v. , Morcelliana, Brescia 1989.
  • Stefano Zen, Baronio storico. Controriforma e crisi del metodo umanistico, prefazione di Romeo De Maio, Vivarium, Napoli 1994.
  • Stefano Zen, Oratori devoti, combattenti spirituali, soldati di Cristo. Percorsi della perfezione cristiana in Italia nella prima età moderna, Loffredo, Napoli 2012, pp. 15-45 (cap. I, «L’Oratorio di Filippo Neri e la ‘perfezione’ della Chiesa primitiva»).
  • Stefano Zen, I carteggi di Cesare Baronio. Corpi sociali, istituzionali, curiali (1564-1607), inCorpi manoscritti. Archivi e corporalità nell’età moderna. Atti del Convegno, Genova, 27-28 novembre 2015, a cura di Elena Taddia, Paolo Fontana, Ecig, Genova 2017, pp. 107-152.
  • Stefano Zen, Filippo Neri e le «historieecclesiastiche» di Baronio, inFilippo Neri. Un santo dell’età moderna nel V centenario della nascita (1515-2015). Atti del Convegno di studi, Roma, Biblioteca Vallicelliana, 16-17 settembre 2015, a cura di Paola Paesano, Biblioteca Vallicelliana-Pliniana, Roma 2018, pp. 221-254.
  • Stefano Zen, “Padre Camillo andò a mettersi nel S. Officio”. Filippo Neri, i padri dell’Oratorio e Camillo Severini, in «Quaderni eretici / Cahiers hérétiques», 10, n. 1, 2022, pp. 119-159.
  • Stefano Zen, Caravaggio alla Chiesa Nuova, laDeposizione di Cristoe il cardinale Baronio, in “Annali”, Storia Arte Cultura, 2024. 2, a cura di Luigi Gulia(in stampa).
  • Alessandro Zuccari, La cappella della Pietà alla Chiesa Nuova e i committenti del Caravaggio, in Idem, Caravaggio controluce. Ideali e capolavori, prefazione di Maurizio Calvesi, Skira, Ginevra-Milano 2011, pp. 85-89[già in “Storiadell’arte”, 47-49, 1983, pp. 53-56].

Voci correlate

Nota bene

Questa voce fa parte della sezione trasversale Oratorio e Congregazione oratoriana: storia, spiritualità, politica culturale, dedicata all’Oratorio sorto per iniziativa di Filippo Neri, che da libero sodalizio conobbe nell’arco di un quarto di secolo una sua graduale evoluzione fino alla sua istituzionalizzazione nel 1575 (quando papa Gregorio XIII decise per decreto di costituire la Congregazione oratoriana), con l’obiettivo di costruire un repertorio di voci inerente non soltanto ai padri e ai fratelli laici che entrarono stabilmente nell’Oratorio filippino, ma allargato significativamente alle opere prodotte e diffuse dall’operoso laboratorio oratoriano, ai luoghi della Congregazione, alle personalità più o meno note che si riconobbero nella sua politica culturale, partecipando attivamente alle varie iniziative promosse e in particolare agli esercizi spirituali, considerati il nucleo pulsante del programma filippino.

Article written by Stefano Zen | Ereticopedia.org © 2025

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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