Catena, Emilia

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444


Emilia Catena è stata una donna perseguitata dall'Inquisizione per stregoneria a Venezia nel 1586.

Denunciata per sortilegi ad amorem, fu quindi incriminata per adorazione del diavolo e per abuso sacramentale. La donna sostenne di aver assunto tali comportamenti perché uscita di senno in seguito alla morte del figlio. Fu condannata, con sentenza del 7 luglio 1586, ad essere pubblicamente fustigata, alla pubblica abiura come eretica e strega, ad essere esposta alla berlina come strega ("retinendam per horam in berlina publice cum mitria de pagina in capite et inscriptione litteris grossis per striga et herbera"), alla pubblica abiura come eretica e apostata e al bando da Venezia per cinque anni. In seguito a una grazia, il bando fu ridotto ed Emilia poté rientrare con anticipo a Venezia, attirando di nuovo su di sé sospetti, che però non si tradussero in una nuova persecuzione inquisitoriale contro di lei.

Bibliografia

  • Marisa Milani, Il caso di Emilia Catena, meretrice, ‘striga et herbera’, in «Museum Patavinum», IV, 1985, pp. 75-97.
  • Marisa Milani (a cura di), Streghe e diavoli nei processi del Sant’Uffizio (Venezia 1554-1587), Tassotti, Bassano del Grappa, 20062, pp. 155-189.

Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2021

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

uc?export=view&id=1_usu8DkYtjVJReospyXXSN9GsF3XV_bi
The content of this website is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) License