Costa, Domenga

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444


Domenga Costa, detta “Domenigona”, è stata una donna perseguitata e condannata a morte per stregoneria a Poschiavo nel 1671.

Era sposata con due figlie. Accusata di stregoneria, fu indotta a fuggire da Poschiavo su consiglio di un prete, secondo quanto riferì nel corso del suo processo. Catturata e imprigionata, dopo esser stata sottoposta a due sessioni di tortura confessò di essere stata iniziata alla stregoneria sin dall'infanzia, di aver partecipato al sabba, di aver maleficiato bambini e animali e aver provocato frane. Fu condannata a morte e giustiziata tramite decapitazione, con conseguente rogo del cadavere e confisca dei beni.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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