Comin, Caterina

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444


Caterina Comin, detta "Tognolatta", è stata una donna processata e condannata a morte per stregoneria a Poschiavo nel 1672.

Era sposata con Giacomo de Comin di Brusio ed aveva ca. 50-52 anni al momento della sua incriminazione.
Aveva fama di strega nel suo paese e fu accusata di aver maleficiato persone (bambini in particolare) e animali. In un primo momento si difese dalle accuse, ma confessò sotto tortura di esser stata iniziata alla stregoneria, di aver ricevuto il marchio del demonio, partecipato al sabba, maleficiato persone e animali e provocato catastrofi naturali.
Fu condannata a morte e giustiziata tramite decapitazione.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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