Rotondò, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Rotondò (1929–2007) è stato uno storico italiano, specialista di storia religiosa e culturale dell’età moderna.

Cenni biografici

Originario di Lattarico, dopo gli studi al liceo classico di Cosenza si trasferì a Firenze, dove fu allievo di Delio Cantimori, Giorgio Pasquali ed Eugenio Garin, con il quale si laureò nel 1956. La formazione universitaria lo avviò a un metodo che saldava filologia e storia, elemento costitutivo della sua ricerca. Frequentò il Warburg Institute di Londra e l’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, entrando in contatto con gli ambienti culturali europei e stringendo rapporti di collaborazione e amicizia con studiosi come Lech Szczucki, Peter Bietenholz, Carlos Gilly, John Tedeschi, Sebastiano Timpanaro e Richard Popkin.

In un primo momento si occupò della storia religiosa del Cinquecento, con ricerche su figure di eretici italiani quali Camillo Renato e Lelio Sozzini. Successivamente, anche grazie al dialogo con Franco Venturi e all’esperienza torinese, ampliò l’orizzonte al Settecento, studiando autori come Cosimo Amidei e Giovanni Maria Lampredi. I suoi lavori mantennero sempre al centro i temi della tolleranza, della censura ecclesiastica e dell’Inquisizione. Partecipò al progetto del Corpus Reformatorum Italicorum e collaborò con la "Rivista storica italiana".

Dopo un periodo di insegnamento nelle scuole superiori (in particolare a Modena, dove al contempo svolse ricerche nel fondo Inquisizione dell’Archivio di Stato), intraprese la carriera universitaria. Nel 1971 ottenne la libera docenza in Storia moderna e nel 1975 fu nominato professore ordinario. Nel 1978 tornò all’Università di Firenze, dove insegnò fino al 2004. Nell’ateneo fiorentino creò un centro di ricerca vivace e aperto al confronto internazionale, fondando le collane Studi e testi per la storia religiosa del Settecento e Studi e testi per la storia della tolleranza in Europa nei secoli XVI-XVIII presso l’editore Olschki. Nel 2006 fu insignito del titolo di professore emerito.

La sua attività scientifica ha rappresentato un punto di riferimento per la storiografia italiana ed europea, contribuendo a ridefinire la conoscenza dell’eterodossia italiana del XVI secolo e valorizzando in modo sistematico le fonti inquisitoriali. Ha promosso e diretto progetti di ricerca collettivi, formando generazioni di studiosi e collocandosi tra i protagonisti del rinnovamento degli studi di storia religiosa nell’Italia del secondo Novecento.

Rigoroso nell’approccio filologico e attento a collocare i fenomeni religiosi nel loro contesto sociale e politico, Rotondò ha lasciato un’impronta profonda sia nella disciplina sia nella formazione di nuovi storici. Morì a Firenze nell’aprile del 2007, a settantotto anni.

Presso la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze è conservato il Fondo Antonio Rotondò, che raccoglie circa 2200 carte suddivise in varie serie (documentazione personale e professionale, corrispondenza, rapporti con editori, istituti culturali, ricordi e commemorazioni). Vi è inoltre un piccolo nucleo di materiali riconducibile alla moglie, Miriam Michelini, alla quale si deve anche la donazione della biblioteca personale dello studioso1.

Opere principali

  • Lelio Sozzini, Opere, edizione critica a cura di A. Rotondò, Firenze, Olschki, 1986.
  • Forme e destinazione del messaggio religioso. Aspetti della propaganda religiosa nel Cinquecento, a cura di A. Rotondò, Firenze, Olschki, 1991.
  • Studi di storia ereticale del Cinquecento, Firenze, Olschki, 2008 (2 voll.).
  • Riforme e utopie nel pensiero politico toscano del Settecento. In appendice: “Della filosofia morale, Ragionamenti X” di Giovanni Gualberto De Soria, Firenze, Olschki, 2008.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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