Thiene, Odoardo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Odoardo Thiene (Vicenza, ca. 1533 - Ginevra, post 17 settembre 1576) è stato un nobile ed eterodosso vicentino, esule religionis causa.

Membro di una delle più importanti famiglie dell'aristocrazia di Vicenza, conte di Cicogna Padovana, fu molto amico di Andrea Palladio.
Fortemente implicato nel dissenso religioso vicentino, fuggì da Vicenza tra la fine del 1567 e l'inizio del 1568, stabilendosi a Ginevra. Non è chiaro quando effettivamente avvenne il suo trasferimento a Ginevra. Poco dopo la sua fuga, fu seguito dalla moglie Diamante Pepoli. Il 20 marzo 1569 papa Pio IV diceva all'ambasciatore veneziano a Roma "che il conte Odoardo da Thiene ha comperato un acstello tra gli eretici e che, ammonito, rispose l'avrebbe rivenduto e che sotto questo pretesto voleva tornare in quelle bande e condurvi la moglie ch'è sorella del conte Fabio di Pepoli e farebbe così cader anche la moglie nell'eresia." Nel luglio 1570 Odoardo si trovava ad Heidelberg, dove Alessandro Trissino gli spediva una lettera con il suo Ragionamento. Nel 1576 fu iscritto nella borghesia ginevrina. A Ginevra fece testamento il 17 settembre 1576.

Bibliografia

  • Giovanni Mantese, La famiglia Thiene e la Riforma protestante a Vicenza nella seconda metà del secolo XVI, in "Odeo olimpico", VIII, 1970, pp. 81-186, in part. pp. 92-98.
  • Achille Olivieri, Riforma ed eresia a Vicenza nel Cinquecento, Herder, Roma 1992.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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